La legge italiana sulla caccia consente ai “capannisti” di usare come richiami gli uccelli in gabbia, che, previo trattamento particolare, emettono il canto d’amore in periodi diversi da quello della riproduzione e cioè la primavera. Nel periodo del passo dei turdidi (tordi, tordi sasselli, merli e cesene ) in ottobre/novembre, tali uccelli ingabbiati vengono sistemati in posizione strategica , ognuno nella propria gabbietta per far sì che gli uccelli di passo vengano attratti dal canto, inusuale in tal periodo, e si posino sugli alberi vicini alle gabbie dove vengono facilmente abbattuti con una fucilata a fermo.
In quasi tutti gli stati dove esiste una legge sulla caccia i richiami vivi sono proibiti, mentre sono consentiti i richiami artificiali (uccelli meccanici e anche films sonori). Ciò soddisfa anche le esigenze degli animalisti che anche qui in Italia hanno sempre combattuto contro la cattività degli uccelli.
Gli uccelli da richiamo da mettere in gabbia per farli cantare hanno una loro storia.
Per far sì che cantino in autunno invece che in primavera e quindi incuriosiscano al massimo i migratori convincendoli ad avvicinarsi per vedere di cosa si tratta, in passato si praticava il sistema della “chiusa”. In primavera i maschi (perché solo loro cantano) appena iniziavano a cantare
venivano sistemati in un ambiente completamente buio e lì smettevano il canto. Ad ottobre venivano riportati alla luce e riprendevano a cantare non capendo più che stagione fosse. Prima ancora si adottava un pratica crudele accecando i soggetti. Sempre in passato la caccia era consentita a moltissime specie di piccoli passeracei e quindi tale sistema era molto diffuso.
Oggi si possono cacciare solo i turdidi e le allodole e anche per queste si usano i richiami in gabbia anche se non si spara a fermo come per i primi.
La “chiusa” oggigiorno non è più di moda e gli uccelli vengono indotti a cantare fuori stagione con trattamenti vitaminici e ormonali che certamente non fanno bene alla loro salute.
Si può anche tentare di fare una stima dei turdidi abbattuti in una stagione di caccia con questo sistema e purtroppo saremmo su cifre enormi; ritengo diverse centinaia di migliaia, anche perché, come ho detto, gli si spara a fermo con medie di abbattimento assai vicine al 100%.
Purtroppo gli ambientalisti spesso, specialmente in Italia, fanno grandi discorsi teorici senza avere alcuna nozione di quello che è la realtà. Infatti sono certo che è completamente ignorato quanto sopra descritto. So che alcune guardie verdi vanno a misurare le gabbiette dei tordi e fanno le multe se sono al di sotto della misura minima . Sarebbe ora che gli ambientalisti si informassero dettagliatamente e si dessero da fare per far cessare tali pratiche. Invece si battono solo per l’abolizione della caccia tout court e in tal modo non ottengono niente o quasi. Come in tutte le cose si deve operare per gradi e con competenza, altrimenti non si ottengono risultati.
Paolo Caterini
domenica 1 giugno 2008
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